RIVANAZZANO
Nota nell'alto medioevo come Vicus Lardarius per gli allevamenti di suini, prese il nome da Ripa Nazzanus, cioè riva di Nazzano che era il caposaldo naturale allo sbocco della Valle Staffora nella pianura vogherese.Si notano: nella piazza del Municipio una curiosa torricella esagonale in mattoni e sulla facciata della Chiesa Parrocchiale di San Germano un affresco ottocentesco di R. Gambini. All'interno, nell'abside, San Germano che crescina Santa Genoveffa e sulla parete destra Morte del Giusto di P. Borroni.
Il borgo antico di Nazzano sull'alto di un colle (340 m.s.l.m.) ora coltivato a vigna, che domina l'ingresso della valle, ebbe il castello, già documentato a partire dall'XI secolo, rafforzato da Galeazzo II Visconti (1360). L'edificio, tuttora ben conservato anche perché restaurato all'inizio del '900, si presenta come una salda struttura monoblocco con un'alta torre quadrata, merlatura e basamento a scarpata. Da vedere anche la settecentesca Villa San Pietro, con giardino all'italiana e bel parco. Splendido il panorama che si gode dal belvedere presso la canonica, con lo sguardo che può spaziare sulla Pianura Padana e sulle Alpi, dalle COzie al Bernina.
SALICE TERME
Già nota come Sales ai Romani che gradivano le facoltà curative delle sue acque, è ancora oggi un'importante stazione termale, collocata in un ampio parco con monumenti ai medici E. Brugnatelli e A. De Vincenti, propugnatori delle cure con acque termali. Molte ville e diversi edifici liberty di inizio '900 consentono di respirare, tra molte costruzioni moderne, l'atmosfera un po' fané della cosidetta Belle Epoque.
GODIASCO
Ne è stata ipotizzata l'identificazione con Caudaici, citato nella Tabula Alimentaria di Velleia; certo fu feudo dei Malaspina che lo fortificarono e di cui resta il molto alterato Palazzo che conserva il portale (1594) con architrave scolpito e cariatidi. In esso sostò il cardinale Giovanni De' Medici (futuro papa Leone X), liberato dalla prigionia dei francesi con un colpo di mano degli Isimbardi durante il passaggio a Pieve del Cairo. Barnabò Malaspina, che aveva partecipato all'impresa, fu poi catturato da Massimiliano Sforza e squartato vivo sulla pubblica piazza di Voghera. Anche il cardinale Alberoni, che nel 1719 fuggiva dalla Spagna ed era diretto alla natia Parma , trovò ospitalità in questo castello, nei cui pressi si trova anche un bell'edificio cinquecentesco abbellito da un armonioso cortiletto porticato, con al centro un pozzo sormontati da una statua secentesca,
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